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Dai dati dei centri di analisi delle dinamiche produttive, economiche, formative ed occupazionali (Istat, Osservatorio del mercato del lavoro della Provincia di Milano, Sistema Excelsior) emerge un quadro di riferimento importante di cui le istituzioni scolastiche devono tenere conto per qualificare la propria offerta formativa, anche in funzione dei diversi livelli di competenza richiesti e dei fabbisogni formativi del mondo produttivo. Lo scenario che deriva dalle analisi considerate è, infatti, il contesto per individuare quali processi didattici e metodologici è necessario migliorare o innovare per confrontarsi con i cambiamenti in atto e con le evoluzioni socio-economiche della società globalizzata.

 

1 . Processo di terziarizzazione e i profili professionali

Il primo cambiamento del mercato del lavoro nazionale e territoriale da considerare è il processo di terziarizzazione che, negli ultimi dieci anni, ha visto crescere il ruolo del settore dei servizi, che ormai occupa quasi il 70% dei lavoratori. Questo dato relativo all’occupazione va però analizzato, nell’attuale contesto di crisi, con quello relativo alla disoccupazione giovanile che suscita profonda preoccupazione (oltre il 41%). In Lombardia il fenomeno, pur attenuato, risulta comunque preoccupante, soprattutto se paragonato con i dati relativi ad altre realtà europee con le medesime caratteristiche economiche e sociali.

Per rendere più intellegibili i dati occupazionali, si può notare che, a Milano e Provincia, raggruppando le figure high skill in base ai contenuti professionali, si rileva la richiesta più elevata per le figure di tipo tecnico-specialistico impegnate – a vari livelli di responsabilità – nel campo dell’amministrazione, del controllo di gestione, della finanza. Si tratta di professioni sempre più richieste dalle imprese terziarie, a conferma dei fenomeni di crescente esternalizzazione di funzioni a carattere trasversale nel campo della gestione amministrativa delle imprese industriali.

Il secondo gruppo di high skill, quanto a entità della domanda espressa dalle imprese, è quello costituito dalle professioni di livello elevato impegnate più da vicino nella gestione e nel controllo dei processi produttivi di beni e servizi. A non molta distanza seguono le figure impegnate nello sviluppo dei mercati, nell’individuazione di nuovi target di clientela e nel potenziamento della rete commerciale.

L’investimento in capitale umano quale fattore per fronteggiare la crisi emerge anche dall’analisi del livello di istruzione associato alle figure professionali in entrata: è in aumento la domanda relativa di personale in possesso di un livello di istruzione secondario e post-secondario, che supera il 50% del totale delle assunzioni non stagionali.

Tra le assunzioni non stagionali il 27% riguarda i laureati e il 56% i diplomati. Tra i titoli di studio più richiesti si ritrovano la laurea in ingegneria e i titoli che danno accesso alle professioni legate all’economia e alla finanza, nonché all’organizzazione di eventi di carattere culturale e commerciale.

 

2 . Prospettive per Milano

Considerando ora alcuni dati riferiti a Milano, si rileva che:

  • aumenta il numero di persone avviate tra i tecnici e nelle professioni intellettuali;
  • aumenta il numero di persone avviate in possesso di un titolo di studio elevato (diploma o master universitario, laurea, titolo di studio post-laurea);
  • si sviluppano i settori dei media e delle arti tra loro fortemente interrelati (servizi di informazione e comunicazione: attività editoriali; attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi, di registrazioni musicali e sonore; attività di programmazione e trasmissione; attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento, di biblioteche, archivi, musei ed altre attività culturali);
  • cresce la sharing economy, cioè un sistema economico sostenibile costruito intorno alla condivisione di risorse umane e fisiche. La sharing economy comprende, infatti, la comune di creazione, produzione, distribuzione, commercio e consumo di beni e servizi da parte di persone e organizzazioni diverse;
  • crescono alcune iniziative economiche e imprenditoriali (start-up) nel campo tecnologico.

Tali dati vanno inquadrati nelle prospettive di sviluppo dell’economia milanese e lombarda. In particolare, dal venticinquesimo rapporto Milano Produttiva emerge la fotografia di una Milano dinamica, tenace e internazionale. Una città dinamica, divenuta centro del terziario, in crescita nel 2014; una città tenace, caposaldo e motore dell’economia nazionale; una città internazionale, vera porta d’accesso e di uscita di capitali, persone e risorse dall’Italia verso l’Europa. Milano si presenta, quindi, come una città ricca di prospettive per il futuro, una città che cambia ed evolve. Una città che è stata capace di essere protagonista del panorama mondiale ospitando l’Esposizione Universale, candidata a non essere più solo la capitale del business, della finanza e della moda, ma una nuova capitale di flussi turistici da tutto il mondo.

3 . Uno sguardo sintetico

Con riferimento ai cambiamenti verificatisi sul mercato del lavoro nazionale e territoriale si possono, quindi, trarre le seguenti conclusioni: le strategie occupazionali seguite dalle imprese in questa fase congiunturale consentono di individuare alcune novità nei percorsi di diffusione delle conoscenze e competenze strategiche nelle aziende italiane. Tali dinamiche passano in molti casi attraverso l’internazionalizzazione di figure con competenze elevate, da un lato sul versante tecnologico in senso stretto, da un altro lato sul versante delle strategie di marketing e comunicazione o, ancora, su quello dell’efficienza del processo di produzione e distribuzione.

Infatti, dai dati dell’indagine Excelsior, il sistema informativo del Ministero del Lavoro e di Unioncamere sui fabbisogni formativi delle imprese, emerge un'elevata richiesta di dirigenti, impiegati a elevata specializzazione e tecnici, a discapito delle professioni meno qualificate che fanno registrare una sensibile diminuzione. Inoltre, le imprese che assumono maggiormente sono le aziende "virtuose" che prestano attenzione alle risorse umane e investono in capitale umano e che, pertanto, più di altre, cercano profili qualificati, vale a dire soprattutto aziende "che hanno una proiezione all'estero" e che richiedono personale con forti competenze linguistiche, scientifiche e tecnologiche.

 

4. Il Liceo Beccaria e gli studi universitari

Pur con la consapevolezza dei possibili rapidi mutamenti del settore economico e dell’irriducibilità della formazione dei giovani alla sola spendibilità nell’attività lavorativa, si ritiene che i dati e le considerazioni proposte forniscano elementi significativi di riflessione per l’elaborazione di un Piano Triennale dell’Offerta Formativa che garantisca il conseguimento degli obiettivi propri della formazione liceale a indirizzo classico, ma che sia anche sempre più attento al futuro universitario e professionale dei propri alunni.

Tale attenzione, peraltro, caratterizza già l’attività del Liceo e risulta attestata da un’ultima serie di dati relativi alle scelte e agli esiti degli studenti iscritti all’università. Come dimostrano i dati pubblicati dalla ricerca Eduscopio, un’altissima percentuale di studenti del Liceo Beccaria, dopo il diploma, intraprende gli studi universitari, orientandosi verso diverse facoltà. La presenza a Milano di Università prestigiose (Statale, Cattolica, IULM, Bocconi, Bicocca, Politecnico) favorisce tale scelta e, in qualsiasi facoltà, gli studenti del Liceo conseguono brillanti risultati.

eduscopio


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